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Perdenti per sempre? Perfetti per oggi!

Perdenti per sempre? Perfetti per oggi!
Quando si parla di spazio si tralascia spesso di dire della sua sorella nascosta, il tempo o, meglio, dell’esperienza del tempo che in uno spazio si fa. Uno spazio in cui si sta bene è quello in cui l’esperienza del tempo – io con gli altri, io con una versione più carica di me stessa/o – assume una intensità che crea una differenza: tra il “qui” e il “fuori”, tra l”appena trascorso” e la “routine”. Sono i momenti in cui non ci si cura del “per sempre” e di altri ingombri, e si dilata la presenza, le presenze.
L’appena trascorso di alavò, e di chi ha deciso il coraggio di attraversarne la soglia, è una due giorni sulla terra, sul nostro rapporto prezioso e precario con questa madre comune. La prima occasione è stata un pomeriggio di meraviglia con Michele Piccione, la sua generosità, il suo genio e, ultima non ultima, la sua umiltà (una dote rara tra artisti, unica per quelli del suo calibro): il viaggio del mondo in 100 minuti tra strumenti che la storia delle umanità ha prodotto, in particolare quella di popoli storicamente oppressi, ci ha ricordato una bella frase di Jean Giono su una qualità degli umani: di saper uguagliare, talvolta, la potenza del divino non solo nella capacità di distruzione.
Il secondo giorno, sabato 22, è stato dedicato ad una pratica vecchia quanto il mondo dell’agricoltura: uno scambio di semi antichi (di orticole, di fiori, di officinali) tra persone che non hanno voglia di lasciare la terra, che coltivano nel rapporto con essa una volontà di autonomia e libertà che come sempre cozza con gli interessi di chi vuole il predominio su tutto il vivente. Si è parlato dei nuovi ogm, della necessità e difficoltà di contrastarli e contrastare la visione che ne è alla base; dei legami finanziari e di ricerca scientifica tra queste tecniche e i signori della guerra; del farsi totalitario dello sfruttamento. Se la terra è la madre, matrigna è il comparto scientifico-industriale- militare che, propagandando l’agricoltura 4.0, inquina i cervelli ancora prima che i corpi e i territori: ecoterrorista non è chi devasta la biosfera con i suoi ogm e i ponti sullo stretto, con il nucleare e le sue guerre al fosforo, è chi resiste e agisce in prima persona contro questa devastazione.
In un mondo così “bombardato”, chiunque dissente (sente in maniera diversa) è pazzo o criminale o entrambe le cose: scoria da rinchiudere, da neutralizzare, con galera od ospedale, col manganello o con gli psicofarmaci. Ma un simile ribaltamento si può propagare solo in un sociale trasformato in un formicaio di uomini soli. Per questo il valore della solidarietà, dell’autorganizzazione: per pensare bene occore respirare insieme.
Allora, è per continuare a tessere il mosaico delle rotte che contano che incontreremo il 30 marzo Stefania Consigliere e il 18 aprile Charlie Barnao; con la prima parleremo del malessere e di possibili piste per uscirne, col secondo dell’ostacolo principale a vederne le cause sociali: il carcere, una discarica sociale utile alla guerra totale.
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Equinozio di terra: 21/22 marzo ad alavò

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Cine/cena con Dead Man

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Programma marzo/aprile