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Cosa si Muove? 17 maggio ad Alavò- Laboratorio per l’autogestione Presentazione della rivista “Il movente”

Negli ultimi mesi, lo sventagliare di elicotteri militari sulle Madonie ha fatto affiorare su molte bocche la frase siamo una colonia. Ci sono due modi di affrontare un fatto, accettarlo oppure tentare di trasformare la realtà che lo produce. Per trasformare la realtà della colonizzazione servono mappe dei bisogni e dei sogni, liste degli ostacoli e degli strumenti utili. La rivista “Il Movente” nasce in Sicilia all’inizio di quest anno come spazio di esplorazione e come strumento di invenzione: una leva nuova per sollevare il vecchio mondo delle sottomissioni a partire da qui, dal centro del Mediterraneo. Per una lotta senza frontiere contro la colonizzazione e la Guerra, dalla Palestina alla Sicilia.

L’iniziativa di presentazione della rivista è il modo in cui partecipiamo alla chiamata a fare del 15 maggio, data della Nakba (catastrofe) palestinese, il giorno della memoria del colonialismo. Qui sotto il nostro comunicato di adesione.

“Se questa data è già, in tutto il mondo, una giornata di mobilitazione dei palestinesi e dei loro solidali, la nostra proposta è rafforzarla, rendendo il 15 maggio la giornata della memoria di tutte le vittime del colonialismo e dell’imperialismo occidentale. Una giornata, cioè, in cui insieme alla tragedia dei palestinesi venga ricordato lo sterminio secolare di centinaia di milioni di nativi americani, asiatici, africani; la deportazione e schiavizzazione di almeno 10 milioni di persone dall’Africa; la sistematica distruzione delle strutture sociali, politiche ed economiche in India e in Cina; lo spaccio di alcol e oppio per infragilire i sudditi renitenti e aprire le frontiere; la guerra contro le popolazioni oceaniche da parte dei mercanti e dei soldati di Sua Maestà britannica; lo sterminio degli Herero da parte della Germania; il Congo trasformato in un enorme campo di lavoro e di sterminio da Leopoldo II del Belgio; la spartizione dell’Asia Occidentale da parte di Francia e Gran Bretagna con gli accordi Sykes-Picot (1916); le stragi francesi in Nordafrica, Madagascar e Indocina; le guerre statunitensi alla Corea, al Vietnam del Nord, all’Afghanistan, all’Iraq; le «guerre sporche» degli USA in America latina… E infine, per quanto riguarda “noi”, le «imprese» italiane nei Balcani e in Africa, con gli orribili primati del primo bombardamento aereo di una città (Tripoli, 1911) e dell’uso dei gas contro la popolazione civile (Etiopia, 1935-36).”

Da “Appello: Facciamo del 15 maggio la giornata della memoria del colonialismo”, leggibile per intero qui https://ilrovescio.info/2026/03/23/appello-facciamo-del-15-maggio-la-giornata-della-memoria-del-colonialismo/

Abbiamo letto con piacere e con piacere aderiamo all’appello lanciato dalle amiche e dai compagni della “Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese di Trento”, a fare del 15 maggio la giornata della memoria del colonialismo. Nel farlo, affiancheremo a tutte le ragioni espresse in maniera cristallina nel comunicato trentino – quell’intreccio di materiale  disfattismo internazionalista e di classe  e coltura di uno sguardo sovversivo sul passato – le ragioni più specifiche della nostra storia. Vogliamo ricordare quello che vorrebbero farci dimenticare: che nella costruzione dell’italianità c’è stata una lunga campagna di colonialismo interno che continua tanto sul piano materiale quanto su quello della memoria e della rimozione: con quei capolavori che tutto tengono che sono l’antimafia di Stato e il 41 bis, con quelle tecnocrazie del bispensiero per cui tortura è libertà.

Siamo figlie e figli del colonialismo interno, delle sue politiche del terrore militare e dei suoi spettacoli macabri (si pensi alle foto delle truppe piemontesi ai castelli di cadaveri della lotta al brigantaggio) e siamo figli e figlie di quel filo lungo di rivolte, sommosse e resistenze,  che lo Stato vorrebbe fare dimenticare – pennellando anche le pareti interne del come siamo per farci abboccare all’immagine di eterni passivi, fatalisti, ubbidienti ed educati come i già morti. Abbiamo detto “affiancare i due sguardi” non come metafora. Sentiamo nelle viscere e nei momenti più minuti quello che i palestinesi chiamano sumud – qualcosa che ha a che fare con gli ulivi/la loro tenacia, con il lungo vento dei racconti tramandati, con la cocciuta convinzione dell’altrimenti. Pensiamo che i tizzoni di questo sentire covino ancora, anche nei cuori di chi non conosciamo, dei poveri di queste lande; e sappiamo quanto soffiare via le ceneri e fare sfavillare la scintilla della lotta qui possa avere effetti e risultati anche in Palestina, in Libano, dovunque l’Occidente colonialista schiacci terre e vite con i suoi stivali. Vivere come lottare è un fatto di prospettive e certe prospettive non si improvvisano, le ereditiamo e le buttiamo in faccia al presente, alle sue macchine di morte e di oblio, ai suoi amministratori.

Per dare il nostro contributo alla memoria del presente e del passato, presenteremo la neo-nata rivista “Il movente” ad Alavò-Laboratorio per l’autogestione a Polizzi Generosa. Una rivista che vuole essere uno spazio di confronto per la comunità che vogliamo costruire, resistente e radicata, uno strumento di lotta contro il colonialismo materiale e simbolico, contro lo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano, contro ogni vittimismo e ogni immobilismo di sorta. L’iniziativa si terrà dalle 18, spostata al 17 maggio: il 15 e il 16 maggio si terrà infatti la Targa Florio, competizione automobilistica di riccastri, epigoni di quei Florio sfruttatori industriali di carne meridionale, che renderà impraticabili le strade intorno e dentro il paese per quasi tutti i due giorni.

la redazione de “Il movente”

compagni e compagne di Alavò- Laboratorio per l’autogestione